Lettera a Santina Renda
Cara Santina,
sono un tuo amichetto e stasera ho paura persino
di stare nel mio lettino,
la trasmissione "Chi l'ha visto" parlava di te
e dell'ipotesi della tua scomparsa,
come se la terra fosse diventata una buca misteriosa,
da inghiottire uomini e cose,
come se non esistessero più case
ove rifugiarsi nel bisogno e per riposo,
e l'umanità imbestialita
avesse perso il rispetto al senso della vita,
e il prossimo fosse diventato monco
e perciò manca la possibilità di darsi la mano
per la solidarietà su questo mondo.
E che Dio stanco di assistere
a guerre e soprusi
avesse sentenziato:
" Basta, bisogna togliere tutto ciò
che di bene all'uomo è stato dato,
perché lui la legge dell'amore
ha rinnegato."
Stasera, ho paura di te uomo dannato!
E vorrei non crescere più,
perché temo di diventare cattivo
come sei tu.
Vorrei dire al mio cardellino:
vola, vola uccellino mio,
vola in tutta fretta,
sopra i giardini, più in alto
dei pioppi e dei tetti,
scova ove hanno
nascosto Santina quei maledetti.
Ma ahimè che strazio non siamo
protetti manco nello spazio!
Potresti essere colpito dallo scoppio
d'una doppietta, così le poche
gocce del tuo sangue vermiglio
rimarrebbero a testimoniare
il furore dell'uomo canaglia
che sempre e dovunque
il terrore sparpaglia,
vorrei non aver paura
chiudere gli occhi e dormire
nello scuro, e sognare l'angelo custode
che mi dicesse: " Santina sta al sicuro,
presto tornerà e l'incubo finirà".
Buona notte Santina
riprenderò il soliloquio
domattina.
Un amichetto qualunque
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